Pfatisch G. Locale Storico D'Italia - Via Sacchi 42 Torino- Tel. 011 568 3962 Tel/Fax 011 503154 - PIVA: 00471150011
La pasticceria è stata inaugurata nel 1921 dal famoso maestro di origine bavarese Gustavo Pfatisch nato
nel 1887 a Fossano ma presto giunto a Torino dove aprì un esercizio in Via Gioberti prima dell’omonima
pasticceria di Via Sacchi. Il palazzo scelto dal fondatore era uno splendido edificio liberty firmato dal
famoso architetto Pietro Fenoglio nel 1903 con soffitti delle abitazioni e delle scale riccamente decorati in
stile floreale.
Nel 1926 il locale e la facciata vennero raddoppiate con l’eliminazione di un muro maestro interno che
rese necessaria la costruzione di due pilastri per sostenere la volta.
Il negozio venne costruito in stile rigido ispirandosi all’art deco che furoreggiava all’epoca. La facciata è
in massello di noce nazionale con inserti di onice e il portinsegna con lettere di bronzo e lo zoccolo in
marmo verde alpi.
L’interno, rimasto intatto dalla fondazione, composto sempre da una struttura in massello di noce con
specchiere e piani di cristallo e banchi coperti di marmo screziato con inserti di radica di noce, due
lampadari di Murano di inizi del ‘900 e ante interne alle vetrine con vetri givré.
L’arredamento venne curato dalla ditta Dosio e i marmi vennero procurati dai fratelli Catella.
Contemporaneamente nel seminterrato il fondatore attrezzava una fabbrica completa per la produzione
del cioccolato a partire dalla fava di cacao che veniva tostata a carbone. I macchinari rappresentavano
quanto di meglio esistesse allora della ditta LEHMAN e BUEHLER: tostino, rompi/separa cacao in legno
di fine ‘800, mescolatore a macine di granito, raffinatrice a cinque cilindri e 4 conche alternative dove il cioccolato dopo 72 ore di lavorazione usciva liscio e perfettamente armonizzato e pronto per il
confezionamento.
La fabbrica, chiusa da qualche anno a causa delle normative avverse rappresenta ora un perfetto museo
del cioccolato di inizio del secolo scorso in attesa di fare ripartire qualche macchinario dopo la messa a
norma definitiva dei locali. Ora la produzione continua nel laboratorio di pasticceria come una volta con
gianduiotti, tavolette, creme da spalmare e pralineria.
Nel 1934 la conduzione passava a Carlo Ferraris, già socio di Gustavo Pfatisch, e da allora appartiene
sempre alla stessa famiglia. Nel frattempo il fondatore rilevava la pasticceria dei fratelli Bosello di Corso
Vittorio Emanuele 76 che nel 1963 veniva ceduta ai Peyrano che affiancavano al loro nome quello di Pfatisch creando nei decenni successivi molti equivoci sulle rispettive denominazioni .
Riparate le ferite dei bombardamenti della II guerra mondiale, l’attività riprendeva in espansione.
Nascevano nuove torte come il famoso Festivo, la meringata al cioccolato eletta simbolo della pasticceria;
veniva lanciata negli anni 50 del secolo scorso, la pasticceria salata che oggi può vantare ottanta tipi
diversi di salatini freschi e le rinomate torte gastronomiche di canapéés.
Si preparano ancora i marroni della Val di Susa, più precisamente di Villarfocchiardo, sbucciati a mano
dopo lunghe ore di bollitura e sottoposti a otto giorni di canditura continua, per ottenere un prodotto
completamente diverso da quello industriale ormai diffuso ovunque.
La pasticceria è stata dichiarata locale storico d’Italia al pari di altri illustri nomi di cui è ricca la città di Torino, rappresentando un esempio quasi unico di locale rimasto intatto dalla fondazione e frequentato
in passato da personalità come i principi e le principesse Savoia, il Duca d’Aosta, la contessa Calvi di
Bergolo, la contessa di Mirafiori, Mario Soldati, Indro Montanelli, Norberto Bobbio e molti altri.
Ultimamente nel locale e nel laboratorio sono state girate svariate scene della fiction “Il grande Torino”
con Michele Placido, Beppe Fiorello, Tosca d’Acquino per la regia di Claudio Bonivento.